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28 aprile 2012

Il 28 aprile saranno trascorsi tre anni da quando Emilia improvvisamente se ne è andata per sempre lasciando un vuoto incolmabile nella mia vita.
Il trascorrere del tempo non riesce a riempire questo vuoto, anzi lo rende sempre più pesante ed insopportabile.
Desidero ancora una volta, in questa occasione, ricordarla a tutti coloro che l’hanno conosciuta e che le hanno voluto bene.




 

LA CLASSE POLTICA ITALIANA E IL GOVERNO MONTI 

La classe politica italiana ha preferito rinunziare al ruolo che la Costituzione le assegnava, cioè di farsi carico delle soluzioni da attivare per la fuoriuscita dalla grave crisi economica che da tempo attanaglia il Paese.
In tal modo ha confermato il giudizio che l’opinione pubblica diffusamente esprime sulla sua qualità e sul livello di degrado politico e morale che essa ha raggiunto.
Essa ha consentito che nascesse un Governo guidato e composto da tecnici per evitare di assumersi le proprie responsabilità politiche, di fronte alla necessità di chiedere sacrifici ai cittadini per impedire che l’intera economia crollasse.
Il Presidente Napolitano ha deciso di farsi carico della situazione e di sbrogliare la matassa  utilizando gli strumenti a sua disposizione (anche con qualche forzatura dei suoi poteri costituzionali). Ha scelto una soluzione gradita sia alle formazioni politiche che avevano governato fino ad allora e che non erano immuni da gravi responsabilità, sia alle formazioni politiche che, secondo le previsioni, potevano essere chiamate, in caso di elezioni anticipate, ad assumere le nuove responsabilità di Governo.(continua...)

 


 

L'EUROPA , L'ITALIA E IL RUOLO DELLA SINSTRA

 

Il particolare momento storico che stiamo attraversando ci induce a riflettere sul contributo di idee e di elaborazione politica che un piccolo gruppo di donne e uomini, uniti dalla comune fede politica, può offrire alla discussione generale su come uscire dall’attuale situazione. La nostra riflessione non può non partire da una attenta analisi su quanto accade nel Mondo, sconvolto da rivolte e contestazioni al potere costituito in varie aree geografiche, in Occidente, dove  la crisi economica sta travolgendo le certezze secolari di un capitalismo senza futuro, in Italia, dove alla crisi economica che investe l’Occidente si aggiunge la totale inaffidabilità del suo Governo e del suo Presidente del Consiglio che, nel momento in cui osa definire il Paese che governa un Paese di m….., non fa altro che riconoscere il suo fallimento, avendo egli stesso provocato con i suoi comportamenti, con le sue bugie, con i suoi intrallazzi e con le sue manie sessuali, il mutamento della mentalità di una larga parte dei cittadini di questo Paese.(continua...)


 

L’URBANISTICA ALLA REGIONE LAZIO

Le competenze regionali riguardanti l’urbanistica, l’ambiente e il territorio sono di rilevante importanza e possono determinare decisive scelte operative al fine di garantire uno sviluppo del territorio ordinato, riuscendo a conciliare il rispetto del paesaggio, dell’ambiente, delle risorse storiche e turistiche con l’esigenza di sviluppare le iniziative economiche industriali ed artigianali.
La nuova Giunta regionale non ha ancora affrontato in modo organico gli aspetti della gestione del territorio, mentre sono attualmente in vigore il Piano Territoriale Paesistico Regionale adottato nel 2007 ed il Piano Casa approvato nel 2009.
La nuova Giunta ha posto immediatamente mano alla modifica della legge 21 del 2009 (Piano Casa), presentando una proposta di legge che è attualmente all’attenzione degli organi istituzionali che dovranno provvedere all’approvazione, ed ha prodotto il Piano Turistico Regionale, che dovrà anche esso passare al vaglio dei vari Organi regionali competenti per l’approvazione.
Va riconosciuto che il Piano casa approvato nel 2009 si è, fino ad ora, dimostrato inefficace e non ha prodotto alcun risultato concreto, per cui la necessità di una sua revisione poteva essere giustificata.
Ora si tratta di stabilire in concreto se le modifiche apportate alla legge dalla nuova Giunta sono effettivamente migliorative della vecchia normativa o ne travolgono totalmente lo spirito e gli obiettivi. La nuova versione si pone come obiettivo fondamentale di accelerare e semplificare i procedimenti attuativi, ma sostanzialmente interviene pesantemente a modificare se non ad annullare aspetti rilevanti degli strumenti di pianificazione urbanistica regionale, giungendo perfino ad ampliare in modo consistente le aree oggetto di possibili interventi, già sottoposte a vincoli di varia natura.
Il Piano casa regionale infatti consente interventi anche in alcuni quartieri di Roma considerati tessuti urbani adiacenti al centro storico, come, ad esempio, Prati, San Saba, Garbatella, Piazza Vittorio. ecc.: Tali interventi possono raggiungere  un incremento del 35% attraverso l’ampliamento delle strutture esistenti (chiusure di balconi, costruzioni di attici ecc.) ed il 30% in caso di demolizioni e ricostruzioni (costruendo nuove palazzine). Inoltre sarà possibile utilizzare aree destinata dai piani regolatori a servizi e verde pubblico, vincolate e non ancora espropriate, al fine di edificazione, utilizzando i manufatti esistenti inutilizzati e destinati alla demolizione.
Anche le aree considerate a rischio sismico possono essere interessate dai nuovi interventi immobiliari, come pure può essere consentita la trasformazione di immobili in disuso con destinazione commerciale o industriale in unità abitative.
Dalla proiezione di calcoli teorici si possono prevedere nell’intera Regione la possibilità di nuove edificazioni per circa 80 milioni di mc di cui circa 40 milioni per la sola Città di Roma, che andrebbero aggiunti ai 60 milioni di mc. previsti dal Nuovo Piano Regolatore. E tutto questo senza aver previsto il relativo adeguamento della viabilità e dei servizi ai cittadini.
Il nuovo Piano casa andrebbe esaminato punto per punto per individuarne fino in fondo gli aspetti più problematici.  Si può, intanto, esprimere l’augurio che tutte le forze politiche regionali avvertano la responsabilità di scelte che possono risultare dannose per l’intero territorio.
Appare in questo quadro difficile conciliare le affermazioni generali sulla gestione del territorio più volte ribadite dalla Giunta con i risultati pratici che essa, attraverso l’approvazione di nuove leggi, riesce a conseguire. Se ad esempio si esamina il Piano Turistico Regionale, l’impostazione di principio in esso contenuta appare sostanzialmente condivisibile, ma è del tutto evidente che quella impostazione contrasta in modo radicale con le scelte contenute nel Nuovo Piano Casa. Si auspica che tutte queste contraddizioni emergano politicamente in sede di discussione negli organismi regionali.

Dicembre 2010 

                                                                                              Michele Ferro


IL SUD, L’UNITA’ D’ITALIA E IL FEDERALISMO

Festeggiare il 150° anniversario dell’unità d’Italia per chi è nato ed è cresciuto nel Sud, non è una cosa facile. Soprattutto alla luce di quello che è il Sud oggi e considerando che le sue condizioni odierne sono anche la conseguenza di quanto avvenuto 150 anni fa.
Oggi la ricerca storica sta facendo giustizia della retorica risorgimentale e garibaldina. I delitti commessi dall’esercito piemontese durante la conquista militare del Sud sono oramai un fatto storico acclarato; le fucilazioni di massa, gli stupri delle donne, gli espropri, la distruzione delle attività industriali molto fiorenti nel Sud all’epoca, la rapina del danaro pubblico del Regno borbonico hanno costituito le premesse per quello che il Sud è oggi e hanno determinato anche il sorgere di organizzazioni criminali come la mafia, la ‘ndrangheta e la camorra.(continua...)

 

 

 






















 
 

   ferro.michele@tiscali.it
Ultimo aggiornamento   10/05/2012 10.06